Infertilità idiopatica

L’infertilità idiopatica si intende una alterazione della fertilità maschile caratterizzata da modificazione di motilità e/o morfologia e/o concentrazione in assenza di altre anomalie spermiografiche e cliniche rilevate con l’esame obbiettivo ed i comuni esami di laboratorio. Questa patologia si riscontra nel 30%-40% dei maschi infertili e sembra essere in aumento. La terapia sta uscendo dalla fasi di empirismo e qualche buon risultato si ottiene con carnitine.
Per infertilità idiopatica si intende una alterazione della fertilità maschile caratterizzata da modificazione di motilità e/o morfologia e/o concentrazione in assenza di altre anomalie spermiografiche (es. volume, viscosità) e cliniche rilevate con l’esame obbiettivo ed i comuni esami di laboratorio (profili ormonali, ecodoppler scrotale, esami cromosomici).

Si eseguono due spermiogrammi ciascuno con tre giorni di astinenza a 7-30 giorni di distanza l’uno dall’altro. I tre giorni di astinenza di astinenza sono rigorosi, le alterazioni spermatiche sono peggiori di quelle sembrano se il periodo di astinenza è diverso da quello indicato, mentre uno spermiogramma normale non subisce grosse variazioni. I due spermiogrammi servono per vedere l’entità delle fluttuazioni dei dati. Il processo umano di produzione di spermatozoi dovrebbe essere continuo, ma tale continuità può avere fluttazioni anche importanti da individuo ad individuo e vanno valutate ai fini di una prognosi: più è importante la fluttuazione più è difficile avere buoni risultati in fertilità naturale.

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