Una leggenda metropolitana: il testosterone provoca neoplasia prostatica maligna, e se non è così fa male a quest’organo.

Le Radici Storiche.

Huggins nel 1941 o giù di là si guadagno il premio Nobel per la seguente scoperta: la castrazione di animali affetti da neoplasia prostatica provoca regressione della neoplasia primaria, delle metastasi ed prolunga l’ aspettativa di vita.

Passare all’ uomo fu rapidissimo: si la castrazione chirurgica, che quella chimica avevano effetto benefico sulla sopravvivenza nei pazienti affetti da neoplasia prostatica.

 

 

I nuovi studi che confutano l’ipotesi androgenica

Date però queste premesse, è chiaro come sia stato ovvio per decine di anni associare erratamente il testosterone all’incremento del rischio di ammalarsi di cancro della prostata (la cosidetta ipotesi androgenica).

Dal 1999 ad oggi tutta una serie di pubblicazioni ha dimostrato come non vi fosse alcuna correlazione fra fra livelli di testosterone ematico e neoplasia della prostata.

Addirittura semmbrerebbe avvenire l’ inverso: bassi livelli di testosterone aumentano l’ incidenza di neoplasia prostatica, selezionano le forme più aggressi di malattia e son o legfate ad una peggiore prognosi.

 

 

Poco testosterone? C’ è di peggio della andropausa.

Bassi livelli di testosterone, oltre a determinare deficit erettivo, perdita della libido, ansia, difficoltà di concentrazione, perdita di forza muscolare, sono legate a:
- maggiore incidenza di prostatititi,

- maggiore incidenza di ictus ed infarti,

- maggiore incidenza di diabete,

- maggiore incidenza di neoplasie in generale.