Terapia sostitutiva con testosterone. Una incompleta verità

Il testosterone viene somministrato quando compaiono sintomi della sua mancanza (perdita della libido, deficit erettivo, osteoporosi) ed il livello nel sangue è basso. La letteratura non è concorde nel somministrare il testosterone in assenza di sintomi, ma in presenza di valori sierici bassi. E questo la dice lunga sulla affidabilità della tal terapia.
Fino ad un paio di anni fa esistevano quasi più farmaci a base di testosterone che pazienti che ne avessero bisogno, nell’ottica che il testosterone sarebbe divenuto uno dei preparati più venduti: dal 2000 al 2010 le vendite erano aumentate di 13 volte negli Stati Uniti, per cui, più o meno saggiamente, le case farmaceutiche sono scese in campo per assicurarsi una quota di mercato. Poi è venuta la grande crisi di questi anni: contrazione dei consumi, calo verticale delle vendite e una marea di testosteroni farmaceutici sono stati ritirati dal commercio in quanto non remunerativi.
In questi anni, da buon andrologo ho ovviamente usato il tal farmaco/farmaci quando indicato, nel 20% dei casi (o giù di là) con l’ anima fra i denti: mia e del paziente. E questo perché non ho ancora trovato una preparazione di testosterone che funzioni in tutti i pazienti in cui la si somministri. Il testosterone è un ormone maledetto che viene metabolizzato dal fegato (= testosteroni orali non sempre attivi), dal follicolo pilifero e dal tessuto sottocutaneo (= testosteroni spalmabili e iniettabili sotto cute non sempre attivi) e dal muscolo (= testosterone iniettabili nel muscolo non sempre attivi). E questo indipendentemente dal prezzo. Somministrare testosterone è come versare acqua in un lavandino con lo scarico aperto, senza sapere quanto è grande lo scarico e quanta acqua smaltisce. Esisteva un testosterone un po’ meglio: attivo attraverso la gengiva (non viene metabolizzato là), ma è stato ritirato nell’ ecatombe.
Pertanto esiste o meglio esisteva una quota di pazienti arrabbiata/rassegnata/scontenta poiché destinata a tenersi i sintomi. Era possibile saperlo prima della somministrazione? No, tutti i lavori scientifici sulla somministrazione del testosterone (ne esistono 1200 o giù di la) danno e davano i risultati cumulativi del gruppo, non paziente per paziente: comportamento statisticamente corretto, ma scientificamente piratesco, in quanto non si poteva e non si può stabilire in quanti pazienti il livello del testosterone ematico si normalizzi ed in quanti questo non avvenga. I pazienti ed i medici: se la vedessero loro. Tanto basta imbrattar carta. E tutto nell’ esasperato e competitivo strombazzamento farmaceutico.
Una piccola cosa è passata sotto silenzio. Piccola: non proprio, è la nostra ancora di salvezza quando nessuno dei testosteroni commerciali funziona: e non è infrequente. Ma perché viene poco citata questa cosa su internet e ai congressi, mentre esiste una marea di letteratura “nascosta” e assai poco pubblicizzata ai media nei vari portali specialistici di medicina? Sarà perché basta una pastiglia ogni 1-2 settimane di un banale generico? Cosicchè con pochi euro ci si sistema? Ai posteri l’ ardua sentenza e non si pecchi di dietrologia. Lo sto già facendo io, ma la vecchiaia porta alla malevolenza. Ma anche alla saggezza.
Che cosa è questa “piccola cosa”? Parliamo degli antiestrogeni: farmaci studiati per combattere il tumore della mammella femminile. Questi farmaci abbattono il 17-beta-2-estradiolo (che è il principale prodotto di degradazione metabolica del testosterone), pertanto l’ ipofisi viene stimolata a produrre ormone follicolo stimolante e ormone luteinizzante, i quali innalzano il testosterone. Et voilà, il gioco è fatto. E per di più senza far male alla fertilità, cosa che non si può certo dire della somministrazione di testosterone. E’ un po’ rompiscatole il fatto di dover individualizzare la dose di antiestrogeno paziente per paziente, ma in fondo…siamo nati per non soffrire più del necessario.

 

Bibliografia
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=testosterone+administration
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=testosterone+letrozolo