L’andrologo e l’infertilità

L’infertilità presenta una serie di caratteristiche che la rendono diversa dalle altre malattie.

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La fertilità non è un principio assoluto ed oggettivo, ma solo soggettivo e relativo: maschi molto fertili possono ingravidare donne che lo sono di meno e viceversa. L’infertilità è quindi una condizione che colpisce la coppia e non il singolo.

Anzitutto le malattie colpiscono un solo individuo, mentre l’ infertilità colpisce la coppia: il chè è abbastanza logico visto che i figli si fanno in due. Su 100 coppie che cercano figli nel 5% dei casi il problema è solo maschile, nel 5% è solo femminile, nel 70% è maschile e femminile e nel 20% dei casi non si repertano alterazioni nella coppia stessa. In altre parole 1/5 delle coppie che non riescono a concepire non hanno alterazioni di sorta. Inoltre nel 40% di coppie con figli si riscontrano alterazioni maschili a livello dello sperma.

 

 

Pertanto in andrologia per definire una coppia infertile si utilizzano metodi empirici: viene considerata infertile la coppia che non riesce a procreare dopo un anno un anno e mezzo di rapporti non protetti e mirati al concepimento. Per procreazione si intende la nascita di un figlio sano, poichè si sono riscontrate patologie riconducibili ad alterazioni della qualità dello sperma in alcuni di aborti spontanei. Dopo questo periodo la possibilità di procreazione si abbassa al di sotto del 5% cumulativa all’ anno cumulativa, mentre tale frequenza è del 15% cumulativo circa al mese nel resto della popolazione. Per frequenza cumulativa si intende che su 100 coppie il primo mese 15 concepiscono, il secondo mese concepiranno il 15% delle restanti 85 coppie (13 coppie), il terzo mese il 15% delle restanti 72 coppie (10 coppie) e via così. Una conseguenza di questo è che, tranne per casi estremi (nel maschio concentrazione spermatica inferiore a 5.000.000/ml) non è corretto iniziare alcun iter diagnostico o terapeutico per infertilità.

 

 

L’ infertilità è una patologia in crescita a causa dell’ inquinamento ambientale e dell’ elevarsi della età alla quale si cercano figli. Per avere una misura sociale della infertilità si consideri che affinché la popolazione venga mantenuta costante di numero e forza lavoro (cioè PIL) servono 2,1 figli/famiglia, quando il numero scende al di sotto di 1,5 nessuna popolazione si è salvata dall’ estinzione, attualmente la media italiana è di 1,3.

 

 

Il maschio ha un calo della fertilità dopo i 50 anni, correlabile principalmente con lo diminuzione del volume e della qualità dell’ eiaculato, ma tutto sommato in maniera abbastanza marginale. Per la donna la questione cambia. Le donne nascono con un patrimonio di cellule uovo di 500.000-300.000, e nel corso della loro vita riproduttiva ne usano 300-500 scegliendo ad ogni ciclo mestruale il migliore. A forza di scegliere il migliore rimangono, verso i 35 anni, quelli meno adatti alla procreazione. Pertanto per età femminili superiori ai 35 anni, non sempre ha senso correggere alterazioni modeste, poiché il beneficio sarebbe troppo modesto in relazione alla età della partner.

 

 

Le cause di alterazioni spermiografiche sono in tutto una dozzina fra più o meno rare, e sommandone la frequenza si ottiene un risultato che varia dal 140% al 160%, il che significa che da 4 a 6 pazienti su 10 hanno più di una causa di infertilità e che quindi esiste una griglia di accertamenti da fare sempre e comunque. La questione si complica, poiché nel 30%-40% dei casi lo spermiogramma è alterato, senza che si riscontrino alterazioni di altro genere, questa forma di infertilità si chiama idiopatica. Pertanto la correzione di una causa di infertilità non idiopatica ha successo nel 60%-70% dei casi, poiché nei restanti 30%-40% si sovrappone una forma idiopatica, che emerge solo dopo che la terapia per la causa nota avrebbe dovuto funzionare. In ogni caso, tranne i casi estremi di assenza di spermatozoi nell’ eiaculato (azoospermia), più è grave il problema andrologico da correggere, maggiori sono le possibilità di gravidanza naturale, qualora si arrivasse alla normalizzazione dello spermiogramma. La identificazione della causa, ha anche valore di prognosi: a parità di spermiogramma, a seconda della causa della infertilità, ci sono uomini meno fertili di altri.

 

 

Cause principali di infertilità maschile.

 

Infertilità idiopatica, varicocele, ipogonadismo ipogonadotropo, ipogonadismo iper-gonadotropo, infiammazioni, patologia del testicolo.

 

 

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