La fuga venosa: anatomia della scomparsa di una causa di deficit erettivo

Il deficit erettivo da fuga venosa definisce un tipo di deficit erettile dovuto ad una primitiva incapacità delle vene e/o dei corpi cavernosi di trattenere il sangue all’interno del pene. Le peculiarità cliniche di questa particolare forma sono:

  1. Insorgenza fino dai primi rapporti
  2. assenza di qualsiasi altra causa organica o fattore di rischio di deficit erettivo o di fibrosi: ipercolesterolemia, ipertrigliceridimemia, fummonali, diabete, chirurgia pelvica/prostatica, età maggiore di 50, morbo di la Peyronie, traumi, ipogonadismo o insufficienza arteriosa.
  3. impossibilità di raggiungere una piena erezione con qualsiasi supporto farmacologico: iniettivo o orale. (Pathak et al.2016).

La diagnosi veniva confermata mediante cavernometria/grafia: misurazione della pressione endocavernosa alla infusione di liquidi all’interno del pene, ovvero tentativo di imaging delle vene emissarie del pene mediante infusione all’interno del pene di liquido di contrasto.
E naturalmente ai pazienti con questi sintomi e queste evidenze strumentali venivano proposti o interventi di chiusura della vene ovvero di posizionamento di protesi.
Naturalmente a pagamento.
Peccato che neanche tanto tempo fa veniva dimostrato come i pazienti affetti da questi sintomi e che avevano alla cavernosametria/grafia un fuga venosa fossero invece pazienti affetti da deficit erettivo su base ansiosa (Teloken et al. 2011).
Pertanto “qualcuno” ripiegò sull’ ecodoppler dopo iniezione di sostanza vasoattiva per fare diagnosi di fuga venosa ed operare i pazienti, naturalmente a pagamento.Dal momento che si sosteneva che i pazienti affetti da deficit erettile avessero parametri ecodoppler particolari (elevata velocità telediastolica) (Hsu et al. 2010).
Presto vi furono sospetti fondati che anche i pazienti con parametri doppler di fuga venosa non fossero affetti da un problema organico che richiedesse intervento chirurgico (naturalmente a pagamento) bensì da deficit erettivo psicologico/ansioso (Kim et al. 1999).
Mancava la prova definitiva.
E la prova definitiva l’ abbiamo fornita io e Carlo Maretti.
Abbiamo studiato due gruppi di persone affette da deficit erettivo con le caratteristiche cliniche ed ecodoppler di deficit erettivo da fuga venosa. Il primo gruppo di pazienti è stato sottoposto a sedute ecodoppler consecutive, una seduta ogni 2 settimane circa. In questo gruppo di pazienti i parametri ecodoppler significativi per fuga venosa scomparivano completamente con il procedere delle sedute ecodoppler (al massimo se ne sono fatte tre per paziente). Il secondo gruppo di pazienti, sempre con parametri clinici ed ecodoppler di deficit erettivo da fuga venosa, è stato sottoposto a seconda seduta ecodoppler dopo consulenza psicosessuologica. I parametri ecodoppler di fuga venosa sparivano completamente dopo l’ incontro con lo psicologo.
L’ articolo è stato accettato su una delle due riviste più prestigiose del mondo di urologia e andrologia. Ma questa soddisfazione è poca cosa, a fronte di quanto ci hanno scritto i referee e l’ editore. I referee sono colleghi rigidamente anonimi che valutano e chiedono correzioni alla ricerca.
L’ editore corregge e giudica sia l’ articolo sia i referee.
Hanno scritto (referee ed editore) tutti quanti: “Get a move on to edit your manuscript, or we nit to pubblish. We are in a hurry to popularize”. E’ inglese famigliare/dialettale e si traduce circa così: “Datevi una mossa a correggere questo articolo, oppure col cavolo che ve lo pubblichiamo, poiché abbiamo fretta di divulgarlo”. Evidentemente non aspettavano altro.

 

Bibliografia
1. Cavallini G., Maretti C. Unreliability of the Duplex Scan in diagnosing Corporeal Venous Occlusive Disease (CVOD) in young healthy males with Erectile Deficiency (ED). Urology. In stampa.
2. Hsu GL, Chen HS, Hsieh CH, Lee WY, Chen KL, Chang CH. Salvaging penile venous stripping surgery. J Androl. 2010; 31: 250-260.
3. Kim SC. Recent advancement in diagnosis of vasculogenic impotence. Asian J Androl. 1999; 1: 37-43.
4. Pathak RA, Rawal B, Li Z, Broderick GA. Novel Evidence-Based Classification of Cavernous Venous Occlusive Disease. J Urol. 2016; 196: 1223-1227.
5. Teloken PE, Park K, Parker M, Guhring P, Narus J, Mulhall JP. The false diagnosis of venous leak: prevalence and predictors. J Sex Med. 2011; 8: 2344-2349.